TECNOLOGIA

Un’epoca come quella attuale è la prima nella storia in cui così tante persone possono ascoltare così tanta musica in così tanti posti e in così tanti modi. La tecnologia ha ormai cambiato il settore dell’ingegneria del suono. Per esempio, è più facile registrare, modificare e mixare il suono. È più facile creare effetti sonori. La tecnologia rende possibile per alcune attività perfino il lavoro da casa: una band o un’orchestra può registrare la propria esecuzione in un teatro, mentre il missaggio può essere eseguito anche all’altro capo del mondo.

Il nostro primo approccio con la musica riprodotta (escludendo quindi i concerti dal vivo) si concretizzò negli anni ’50/60 con apparecchi a valvola (radio e giradischi); il 33 giri era appena stato inventato, così pure le trasmissioni in FM, le uniche che potevano garantire una discreta fedeltà (in onde medie mancavano troppe ottave). Si andava tutti in diretta, finché i registratori a nastro (invenzione Ampex) divennero accessibili. Negli anni ’70 la tecnica di registrazione multitraccia cominciò ad essere la regola in studio; prima due, poi quattro tracce; a seguire otto, sedici, ventiquattro, trentadue, per proseguire con due macchine sincronizzate insieme. Negli anni ’80 l’avvento del digitale segnò un vero punto di svolta, culminato oggi con la musica “liquida”, ovvero costituita da numeri contenuti in un file capaci di riprodurre audio senza l’ausilio di un supporto di memorizzazione tipico (vinile, cassetta, compact disc).

Qui di seguito riportiamo alcune note su tecnologie audio e tecniche informatiche da noi sperimentate negli scorsi decenni.

Ottocento o ottomila?

Negli ultimi anni la qualità media delle apparecchiature audio è andata aumentando costantemente, rendendo possibile una ripresa audio molto buona anche con costi decisamente accessibili. Le unità professionali, d’altro canto, continuano ad avere costi stratosferici, pur avendo abbandonato gli eccessi passati: un registratore multitraccia Studer A80 24 piste (macchine top‑level, acquistate solo da grandi studi) costava negli anni ’80 come un appartamento (100mila franchi svizzeri, listino 1985). Per non dire dei supporti: il costo del nastro era una parte enorme del budget di uno studio. Sempre quarant’anni fa, una bobina da 2 pollici (durata 20 minuti circa!) costava 300mila lire di allora: una sessione di album poteva richiedere 4-8 bobine, quindi si spendevano un paio di milioni di lire solo per il nastro. Oggi la stessa durata richiede una memoria da pochi euro (!), anche in campo professionale, ovvero una piccola parte di un hard disk da un centinaio di euro.

QUANTO COSTA REGISTRARE UN CONCERTO DA CAMERA DAL VIVO?

Analizziamo i costi di una delle nostre registrazioni dal vivo come appaiono in gran numero sul nostro sito 2gMusicAudio.it.

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Archeologia informatica: il MIDI alle origini

Nel 1983 negli Stati Uniti furono poste le basi di una rivoluzionaria interfaccia tra strumenti musicali e computer con la presentazione del protocollo MIDI. Tutti coloro coinvolti con il fare musica oggi sanno cos’è il MIDI, magari se ne servono semplicemente collegando un paio di cavi. Ma quarant’anni fa questo interfacciamento digitale era una terra inesplorata, specialmente in Italia, un’area sempre piuttosto distante in campo musicale da innovazioni, specialmente tecnologiche.
Cliccando in basso, riportiamo alcuni articoli scritti allora per la rivista Strumenti Musicali, una testata ormai (ovviamente) scomparsa dalle edicole, che per anni ha rappresentato un vero punto di riferimento per musicisti e home recording. La considerazione sorprendente è che, a dispetto dei profondi cambiamenti che hanno interessato il settore, le pagine seguenti sono ancora attuali, avendo il protocollo MIDI resistito intatto fino ai giorni nostri. Davvero stupefacente!

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Il MIDI all'origine

La tecnica di registrazione MID/SIDE

La ripresa audio di uno spettacolo musicale, nata monofonica decenni fa, si è presto orientata verso la stereofonia (tralasciamo per ora il Dolby surround 5+1 e varianti): la registrazione stereo presuppone l’utilizzo di due microfoni, uno per il canale sinistro e l’altro per il destro, oppure una serie di microfoni (tecnica multimicrofonica) i cui segnali comunque confluiscono in un master Left+Right. Quest’ultima tecnica non ha nulla a che vedere con la registrazione stereo tout court, anche se entrambe garantiscono un senso di spazio, offrendo all’ascoltatore un’esperienza dinamica che abbraccia le orecchie e gli spazi intermedi.

Una delle più solide e complete tecniche di ripresa stereo è la MID/SIDE. Noi di 2gMusicAudio.it l’abbiamo utilizzata più volte negli anni. Il microfono cardiode utilizzato (Mid) è il Neumann TLM103, condensatore a diaframma largo piuttosto pregiato, capace di riprodurre una dinamica elevatissima. Il microfono Figura8 è un Lewitt LCT 640, anch’esso condensatore di alta gamma a diaframma largo e anch’esso capace di garantire pulizia e dinamica eccellenti.

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