Ottocento o ottomila?

Dov’è lo zero in più?

PRODOTTI OMOGENEI
E’ noto che la qualità del risultato finale di una registrazione audio (o video) è legata a quella del punto più debole della catena di apparecchiature utilizzate, siano esse microfoni, preamplificatori, convertitori, obiettivi, e così via. Quindi la prima regola è utilizzare prodotti omogenei, non si possono usare microfoni “cinesi” da 20 o 30 euro se si vuole una registrazione di alta qualità. Ma c’è da considerare la curva esponenziale dei costi in rapporto all’aumento della qualità: la differenza tra un microfono da 20 euro e uno da 500 è sostanziale, tuttavia la differenza tra un microfono da 1000 euro e uno da 2 o tre mila è molto meno significativa.

STANDARD COSTRUTTIVI
Un’altra considerazione importante da fare riguarda la standardizzazione verso l’alto delle prestazioni audio dei prodotti consumer: un registratore tipo “Geloso” degli anni ’60 non poteva competere con i registratori professionali della stessa epoca, incredibilmente più complessi e costosi. Oggi, invece, già un modesto smartphone di gamma media (200-300 euro) e una buona cuffia (100-200 euro) rappresentano una ottima combinazione per poter ascoltare musica in qualità, per di più in streaming, cioè in ogni momento e in ogni dove sul pianeta, senza necessità di ulteriori supporti più o meno ingombranti. Gli stessi convertitori A/D e D/A (dall’analogico al digitale e viceversa) hanno oggi una qualità ben lontana dai primi apparecchi degli anni ’80. Infatti il mercato dell’Hi-Fi, così come lo si intendeva qualche decennio fa, è praticamente defunto.

RIPRESA IN STUDIO
Ma torniamo a noi di 2gMusicAudio: quello che ci interessa è la ripresa del suono al massimo possibile della qualità e della fedeltà, indipendentemente dai mezzi di ascolto che saranno utilizzati dopo la registrazione. In studio lo facciamo con apparecchature rigorosamente professionali, senza mezzi termini. Si sa che i prodotti di fascia alta sono sempre sproporzionatamente costosi, soprattutto nel settore audio: in uno studio professionale non ci si preoccupa troppo se occorre pagare di più, quello che interessa è la migliore qualità possibile. La Rai nella ripresa audio del Festival di Sanremo impiega tecnologie di altissimo livello, coinvolgendo (per esempio) una vasta gamma di microfoni (a filo e senza) per un valore che potrebbe quasi raggiungere il milione di euro!

RIPRESA DAL VIVO
Nel nostro piccolo, in esterni di norma privilegiamo l’utilizzo di apparecchiature più snelle, di facile trasportabilità; non necessitano neppure dell’alimentazione a 200V, essendo sufficienti pile al Nichel-Cadmio ricaribabili. Invece di costosi microfoni a condensatore a diaframma largo (molto sensibili agli urti e ai movimenti), utilizziamo microfoni a condensatore a diaframma piccolo di buona qualità, ma dal costo molto minore. In ogni evento riportato sul sito appaiono sempre e puntualmente le note tecniche che illustrano i mezzi impiegati.

UN DILEMMA DA SCIOGLIERE
Il 19 Ottobre 2025, presso la sala del Goethe Zentrum di Bologna, abbiamo avuto la possibilità di registrare due concerti, uno di mattina e uno al pomeriggio: in uno il valore delle apparecchiature era di circa 8000 euro, nell’altro era di 800 euro. Purtroppo le esecuzioni erano diverse, quindi il raffronto deve attenersi a questa diversità. Tuttavia il pianoforte era lo stesso, quindi si raccomanda particolare attenzione al suo suono per la comparazione. Non forniamo altre indicazioni sui pezzi per non influenzare il giudizio, rimandiamo tutto alle orecchie di chi ascolta: abbiamo scelto questi brani perché nel primo appare solo un flauto in più, nel secondo un clarinetto oltre al piano.

Per farla breve: chi è in grado di distinguere in modo attendibile la qualità complessiva di riproduzione tra due concerti registrati con impianti che costano dieci volte più l’uno dell’altro?


CONCLUSIONI
Non c’è da meravigliarsi se non si riesce immediatamente a percepire una differenza qualitativa di 10 volte! Almeno ascoltando attraverso mezzi “casalinghi” come audio Tv, altoparlanti da computer, cuffie di bassa qualità, ma anche speaker Bluetooth o set portatili.
La cosa cambia se i brani vengono riprodotti su casse acustiche professionali o comunque su impianti di maggior pregio, cuffie di alto livello comprese. La percezione diventa certezza nel caso di un raffronto A-B, cioè se si ha la possibilità di commutare istantaneamente da un impianto economico a un altro migliore: si avvertirà la maggiore pulizia del suono, la più accurata riproduzione delle alte frequenze, la maggiore naturalezza del suono ripreso con microfoni e convertitori molto più costosi. Ma non tutti hanno questa possibilità.

Ma ecco la risposta:
1) il primo concerto (Duo Solipse e Yuki Mack ) è stato registrato con field recorder: TASCAM PortaCapture X8 – microfoni: Tascam config. XY (ripresa del pianoforte, costo 500€ circa, comprendendo il registratore con i convertitori e i due microfoni incorporati) + 2x LEWITT LCT 140 AIR (costo 160 € ciascuno) per flauto e chitarra per totali 800 € circa

Sopra: un registratore a bobine Geloso degli anni ’60, destinato a un nascente mercato amatoriale.
Sotto: Lo Studer C37 del 1960: ettromeccanica (valvolare) di alta precisione. La versione J37 (1 pollice, 4 tracce) fu quella utilizzata dai Beatles per le loro innovative realizzazioni.


Sopra: Il Revox A77 (prodotto dal 1967 al 1977), un registratore analogico stereo onsiderato una pietra miliare nella storia dei registratori a nastro. Meccanica ed elettronica estremamente precise e affidabili. Costava 700mila lire nel 1976.

A lato: Il Tascam PortaCapture X8, un registratore digitale con 2 microfoni a condensatore e altri 4 ingressi. Può essere controllato a distanza da qualsiasi dispositivo mobile, è alimentato con 4 batterie AA (o powerbank) e dispone di convertitori A/D 32bit floating. Costa meno di 500 Euro con unità Bluetooth (listino 2026).

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2) Il secondo concerto (Ensemble Concordanze) ha visto all’opera Stefano Giacovelli con preamp e convertitore RME Octamic XTC, recorder Cymatic uTrack24 (tot 2.450 €) – Microfoni: 2x Neumann KM184 su pianoforte (stereo set, 1.440 €) + 2x Dpa 4011c per clarinetto e corno (stereo set, ben 3.440 €)+ 2x RØDE NT55 omni per ambiente (stereo set, 580 €)
per totali 8.000 € circa.

Tanto per completezza, entrambi i concerti sono riprodotti interamente qui
Duo Solipse e Yuki Mack e Ensemble Concordanze

Da sottolineare: i microfoni impiegati nel set da 8mila €, particolarmente quelli (molto costosi) della danese Dpa, sono famosi per la loro accuratezza nel catturare ogni sfumatura degli strumenti acustici, ma naturalmente anche i diffusori (cuffie o altoparlanti che siano) dovrebbero essere in grado di riprodurre tali sfumature… altrimenti ogni sforzo nel “catturarle” sarà stato vano.
Un’altra considerazione scaturisce in questa analisi: se la differenza tra un apparecchio di registrazione da pochi euro e uno da un centinaio di euro è facilmente valutabile, quando si passa a uno di migliaia di euro, la differenza si fa molto più sfumata e servono strumenti molto più accurati per coglierla appieno.