1 – Registrazione con due microfoni
Parleremo qui di seguito soltanto della ripresa con due microfoni di una esecuzione di musica (jazz, coro, musica da camera, ma anche una intera orchestra); non devono esserci strumenti elettronicamente amplificati (come basso o sintetizzatori), perché suonerebbero “estranei”. La ripresa stereo esalta strumenti (comprendendo la voce umana) assolutamente acustici e considera l’ambiente come un ulteriore strumento, dato che entra prepotentemente a far parte del suono definitivo. Essa è assolutamente inadatta a riprendere musica pop o rock che si basa totalmente sull’elettronica, è invece ideale per catturare un insieme musicale con voci maschili e femminili, chitarre acustiche e in genere tutti gli strumenti dell’orchestra classica (archi, fiati, legni, ottoni, ecc.). L’avvertenza è di scegliere accuratamente il loro posizionamento rispetto ai due microfoni, perché non ci sarà alcuna possibilità di dosare i vari suoni in post-produzione. Valgono le regole già in atto sul posizionamento degli strumenti nell’orchestra, che avvolgono letteralmente il podio del direttore. Se montiamo un treppiedi proprio dietro il direttore e installiamo i due microfoni alla sommità (3-4 metri dal suolo), avremo ottime probabilità di registrare nella sua interezza tutto il suono dell’orchestra, esattamente come viene percepito dal direttore.

2 – Le sfide della ripresa stereo
Utilizzando ottimi microfoni, il risultato sarà davvero entusiasmante, specialmente in rapporto alla (relativa) piccola spesa sostenuta. L’alternativa multi-microfonica, che molte pregiate case discografiche e emittenti televisive adottano, prevede infatti un numero talvolta impressionante di microfoni: a seconda dei componenti dell’orchestra, si arriva ad alcune decine! Poi è necessario il missaggio per arrivare al master stereo, ma la percezione dei singoli strumenti è diversa, perché i microfoni sono piazzati relativamente vicino alla fonte sonora e l’ambiente non ha una grande importanza. Nella ripresa stereo, invece, l’ambiente è di fondamentale importanza: se la ripresa avviene in un capannone rimbombante, forse è meglio lasciar perdere…
Naturalmente la registrazione in stereo non è priva di sfide. Infatti la registrazione di uno strumento su due canali separati può introdurre problemi di fase; a seconda della distanza e dell’angolazione tra i due microfoni, l’audio registrato può assumere una qualità diversa quando viene ascoltato in stereo rispetto a quello mono (vale a dire la somma dei due canali in uno singolo). In casi estremi, i due segnali potrebbero quasi annullarsi, se ascoltati (cioè sommati) in mono.
3 – X-Y, A-B e altre tecniche
Nel corso degli anni ingegneri e produttori audio hanno sviluppato specifiche tecniche di registrazione stereo, per esempio quella denominata “X-Y” coincidente (a sx); essa prevede che i due microfoni uguali (solitamente cardioidi) siano uno di fronte all’altro (uno appena sopra l’altro), formando un angolo di 90 gradi, montati con le membrane vicinissime. Questa tecnica traduce le posizioni degli strumenti in differenze di livelli fra i canali: durante il riascolto il cervello traduce queste differenze in corrispondenti localizzazioni di immagine. C’è anche la tecnica chiamata “spaced pair/A-B”, in cui i due microfoni sono paralleli tra loro (a dx) e anche altre: semi-coincidente, Ortf (sviluppata dalla radiotelevisione francese), Decca tree (inventata da Decca Records), ecc.


Le XY e AB si limitano a catturare i lati sinistro e destro del fronte stereo, ma non sono mai del tutto mono-compatibili. Comunque sono le meno costose in assoluto, poiché è possibile impiegare due microfoni identici che possono essere scelti da amatori anche tra quelli più economici del mercato, per esempio microfoni a condensatore electret da poche decine di euro. Naturalmente la bontà della registrazione sarà proporzionale alla precisione dei microfoni stessi, alla loro capacità di cogliere i transienti, di sopportare alte dinamiche senza distorsione, o di riprodurre le più sottili sfumature.

Esiste tuttavia una ulteriore tecnica, chiamata “MS”, da Mid e Side (Centrale e Laterale), capace di catturare più ambiente rispetto a una registrazione XY (ciò può essere vantaggioso o dannoso, a seconda degli obiettivi). È stata sottovalutata per anni, ma la sua invenzione risale agli albori della registrazione audio negli anni ’30 del 900, sviluppata da Alan Blumlein, un ingegnere della EMI (Electric and Musical Industries, fondata a Londra nel 1931, fu una delle quattro major che dominarono il mercato musicale – ebbe quasi il 15% del mercato mondiale – fino alla chiusura nel 2012 con la cessione a Vivendi).
4 – L’inventore della stereofonia
Simon, il figlio di Blumlein, ricorda che il padre era al cinema con la moglie quando, parlando con lei, sostenne che una persona cieca non avrebbe mai capito dove si trovavano i personaggi sullo schermo, dato che tutti i suoni provenivano da una sola direzione, cioè da un solo altoparlante. Inventò quello che egli chiamò “suono binaurale,” cioè l’odierna stereofonia. L’ingegnere dimostrò i meriti del suo sistema MS implementandolo in alcune delle prime registrazioni stereofoniche, ma la stessa casa discografica attese molti anni prima di adottare appieno la stereofonia (le prime esecuzioni dei Beatles all’inizio degli anni ’60 erano ancora monofoniche).

Blumlein, che già negli anni ’20 aveva inventato e brevettato una lunga serie di accessori telefonici, si occupò anche di telecomunicazioni e di televisione; durante la seconda guerra mondiale stava sviluppando il radar, uno strumento che avrebbe avuto un ruolo così importante per la Gran Bretagna nel conseguire la vittoria sui nazisti. Morì a soli 38 anni nel 1942 quando il caccia utilizzato per la sperimentazione del radar precipitò. Oggi rimane una targa commemorativa a suo ricordo all’ingresso dei famosi studi di registrazione di Abbey Road a Londra, allora di proprietà EMI.
5 – Lo schema MID/SIDE
La tecnica di registrazione MS è un meccanismo importante nella cattura di produzioni musicali dal vivo. In sostanza, un microfono viene collocato in posizione centrale, mentre il secondo viene girato di 90 gradi e collocato direttamente sopra o sotto il primo: in questa configurazione un microfono cattura l’audio frontale che gli arriva direttamente, mentre l’altro cattura l’immagine stereo. Purtroppo non bastano due microfoni qualsiasi. Intanto è bene che siano veri microfoni a condensatore (richiedono alimentazione a 45 Volt) e il loro costo può tranquillamente superare il migliaio di euro ciascuno (senza voler strafare con Neumann o Telefunken da 4-6mila euro cadauno). Il microfono “Mid” deve presentare uno schema di ripresa cardioide per raccogliere il suono principalmente dalla parte anteriore, mentre il microfono “Side” deve presentare uno schema a figura-8, capace cioè di captare i suoni contemporaneamente da sinistra e da destra. Quest’ultimo è un tipo di microfono multi-pattern (si compone di due distinte membrane contrapposte) che solo negli ultimi anni si è relativamente diffuso sul mercato, essendo prima confinato al settore rigorosamente professionale: il canale centrale riceve il suono anteriormente, mentre l’altro raccoglie le riflessioni della sala dai lati destro e sinistro: da ciò si intuisce l’importanza che l’ambiente ha nella ripresa!


6 – La matrice MS
Il sistema MS, a dispetto della vetustà quasi centenaria del suo concetto, dà una registrazione fedele e avvolgente, con una percezione migliore della distanza e un’accurata localizzazione nello spazio. Poiché, come si è visto, l’ambiente assume una importanza fondamentale e imprescindibile, queste caratteristiche vengono esaltate da una acustica eccellente come può essere quella di un auditorium o di una sala appositamente concepita per la musica. Se si suona in un garage o in altro “parallelepipedo” dal soffitto basso, è meglio lasciar perdere l’MS e dedicarsi alla tecnica multi-microfonica, ricorrendo a microfoni vicinissimi a ogni strumento in modo da annullare la (supposta) pessima acustica.

Attraverso i due microfoni Cardiode+Figura8 si ottiene un segnale che NON è affatto un segnale stereo. Il cardioide NON è il Left, ma restituisce il canale centrale mono del master finale stereo. Il Figura8 NON è il Right, ma un segnale speciale che contiene i due segnali sinistro e destro originati dalle due distinte capsule contrapposte; essi rimangono tali solo all’interno del microfono e vengono elaborati da un apposito circuito elettronico di controllo per fornire il segnale in uscita. Il microfono laterale svolge essenzialmente il lavoro di due, catturando sia il lato destro sia quello sinistro dell’ambiente contemporaneamente: il segnale è quindi codificato e deve essere opportunamente decodificato per fornire una vera immagine stereo nel mixer (o workstation). Il segnale laterale deve essere suddiviso in due canali separati. Tale operazione è fattibile anche in ogni vecchio mixer analogico, grazie all’invio dello stesso segnale su due canali e all’inversione di fase di uno dei due: uno viene indirizzato completamente a sinistra, l’altro completamente a destra. In definitiva, la configurazione di registrazione MS in ascolto dà come risultato tre canali: centrale, sinistro e destro, anche se si utilizzano solo due microfoni. Esistono anche matrici apposite (plug-in) che svolgono automaticamente questa operazione di decodifica. Quando è correttamente impostato e si utilizzano microfoni di qualità, questo metodo di registrazione offre un suono davvero eccellente.

Conclusioni: Flessibilità, controllo e compatibilità mono
Tra i numerosi vantaggi, il Mid Side consente di controllare accuratamente l’immagine stereo dell’audio registrato (cioè la distanza tra destra e sinistra) anche dopo la registrazione, risparmiando tempo e denaro; al contrario, in XY, una volta tracciata una sorgente sonora, non sarà possibile regolare con efficacia l’ampiezza del suono a proprio piacimento durante il processo di missaggio.

In MS, invece, regolando il volume del microfono centrale o di quello laterale, il suono stereo si espande o si contrae di conseguenza, mentre la compatibilità mono è sempre garantita. L’immagine stereo si basa interamente sulla quantità di segnale ricevuta dai lati sinistro e destro del microfono Figura-8. Per esempio, se si azzera completamente il canale centrale, si otterrà un suono ambientale mentre, se si abbassano a zero i canali laterali, si ottiene un audio mono centrato. La maggior parte delle altre configurazioni di registrazione stereo, sebbene offrano alcuni vantaggi specifici, non garantiscono questa capacità di controllo nel missaggio.
La tecnica MS è una scelta solida e completa. Noi di 2gMusicAudio.it l’abbiamo utilizzata più volte negli anni, come si può constatare dai link seguenti. Il microfono cardiode (Mid) è il Neumann (Germania) TLM103, condensatore a diaframma largo piuttosto pregiato (QUI le caratteristiche, da strumentimusicali.net), capace di riprodurre una dinamica elevatissima. Il microfono Figura8 è un Lewitt (Austria) LCT 640, anch’esso a diaframma largo e anch’esso capace di garantire pulizia e dinamica eccellenti (QUI le caratteristiche, da strumentimusicali.net).
Alcuni esempi di registrazioni in tecnica MS
MUSICA DA CAMERA
